Vendetta, vendetta, tremenda vendetta!

19 AGO 20
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La vendetta non è un liquore che l'uomo beve a sorsi, tracanna. Non èbastata la condanna di B. ai servizi sociali, occupato in un compito a luicongeniale, che è quello di riversare sui vecchi derelitti quella pietàriflessiva,che illuminerà il volto degli anziani a lui affidati, con lamemoria di sua madre, della quale è conosciuta la riverenza che il figlioebbe in vita. Lo si voleva condannato a svuotare i cessi e fotografarlonell'abiezione, per la soddisfazione di tutti quelli che si affollano sottoil palco di un condannato a morte, nello scolatoio delle redazioni digiornali. Quegli stessi che invocavano il rispetto delle sentenze in nomedella autorità della giustizia fremono per una pena giudicata leggera eincongrua con la attese degli avvoltoi, appollaiati sui trespoli ascarnificare il cadavere del caro estinto. O i giudici hanno emesso unasentenza ingiusta,perché hanno usato una ratio non consentita dalle leggi(così si concluderebbe per derivata che i giudici sono ingiusti) o -se leleggi consentono tale pena minima- se ne potrebbe concludere, cheaccordandola a B. abbiano voluto per quanto possibile- iuxta legem- emendare una sentenza che, non solo a molti giuristi ma ad essi stessi, è sembrata poco plausibile. Ai nemici di B. questo non basta, essi hanno paura dell'ombra di Banco, che anche dal sepolcro di Cesano Boscone turba i sogni dei suoi sicari assassini.